Consiglio Comunale

Statuto
CAPO III - PARTECIPAZIONE, DIRITTI DEI CITTADINI, AZIONE POPOLARE, VOLONTARIATO

Art. 11

Partecipazione

  1. Il Comune favorisce e promuove la partecipazione dei cittadini, sia per l'intrinseco valore democratico della stessa, sia al fine di individuare le soluzioni migliori ai problemi della comunità.
  2. A tali fini:
    • a) assicura a tutti i cittadini, singoli o associati, il diritto all'informazione e all'accesso ai provvedimenti amministrativi;
    • b) garantisce la partecipazione degli interessati nei procedimenti relativi all'adozione di atti che incidano su situazioni giuridiche soggettive, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990 n° 241;
    • c) valorizza le libere forme associative e di volontariato;
    • d) promuove organismi di partecipazione popolare.
    • e) promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell’Unione Europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.

Art. 12

Informazione e diritti dei cittadini

  1. Al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale, il Comune, con le modalità stabilite dal regolamento, assicura alla popolazione informazioni sull'attività svolta ed in particolare sul funzionamento dei servizi, sulle condizioni ed i requisiti per accedervi, sulle caratteristiche delle prestazioni.
  2. Il Comune garantisce inoltre ai cittadini l'informazione sullo stato degli atti e delle procedure e sull'ordine di esame delle domande che li riguardino, con esattezza, inequivocità e completezza.
  3. Tutti i cittadini, sia singoli che associati, hanno diritto di accedere, con le modalità ed i tempi stabiliti dal regolamento, ai provvedimenti amministrativi ed eventualmente di averne copia.
  4. Il regolamento disciplina l'accesso da parte degli Enti, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni, alle strutture ed ai servizi comunali.

Art. 13

Tutela delle situazioni giuridiche soggettive

  1. Al fine di tutelare le situazione giuridiche soggettive il Comune comunica l'avvio del procedimento amministrativo ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti.
  2. L'avvio del procedimento amministrativo viene altresì comunicato ad altri soggetti, diversi dai destinatari, ai quali possa derivare un pregiudizio dal provvedimento stesso.
  3. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonchè i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di:
    • prendere visione degli atti e dei documenti amministrativi;
    • presentare memorie scritte e documenti, che l'Amministrazione ha l'obbligo di valutare.
  4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nel caso di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, nè ai procedimenti tributari.
  5. Le disposizioni stesse vengono derogate ove sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità nel procedimento. Resta salva inoltre la facoltà dell'Amministrazione di adottare provvedimenti cautelari.
  6. Il Comune adotta le misure regolamentari e organizzative idonee a garantire l'applicazione delle suddette disposizioni.
  7. Il Comune in conformità alla Legge 31 dicembre 1996, n. 675, garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti delle libertà fondamentali, nonchè della dignità delle persone fisiche con particolare riferimento alla riservatezza ed alla identità personale.
  8. Le associazioni di protezione ambientale, di cui all’art. n. 13 della legge n. 349/86, possono proporre le azioni risarcitorie di competenza del giudice ordinario che spettino al Comune, conseguenti a danno ambientale. L’eventuale risarcimento è liquidato in favore dell’Ente sostituito e le spese processuali sono liquidate in favore o a carico dell’associazione.

Art. 14

Libere forme associative

  1. Il Comune riconosce il valore pubblico delle attività svolte dalle associazioni di cittadini garantendo ai sensi della Legge 31 dicembre 1996, n. 675, i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione. Il Comune promuove altresì forme di volontariato per un coinvolgimento della cittadinanza in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare delle fasce a costante rischio di emarginazione, nonchè per la tutela dell'ambiente.
  2. Conseguentemente, nel pieno rispetto della loro autonomia ed indipendenza, garantisce ad esse:
    • il diritto di accesso ai provvedimenti amministrativi;
    • il diritto di essere consultate prima dell'adozione di provvedimenti di competenza del Consiglio comunale, che riguardino direttamente il settore nel quale operano.
  3. Alle associazioni operanti senza fini di lucro il Comune può erogare contributi economici, può inoltre concedere l'uso di locali comunali da destinare a propria sede, di sale pubbliche e di attrezzature per specifiche iniziative o altre forme di agevolazioni finalizzate allo svolgimento della attività associativa.
  4. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni, servizi dell'ente sono stabilite in apposito regolamento in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunità.
  5. Al fine di essere ammesse ad usufruire dei diritti e delle agevolazioni sopra indicate, le associazioni interessate devono inoltrare domanda al Sindaco, allegando copia dello statuto e dell'atto costitutivo.
  6. Sull'accoglibilità delle domande ai fini della qualificazione della associazione si pronuncia, adottando specifico atto deliberativo, la Giunta comunale, sentito il parere della Conferenza dei Capi gruppo.
  7. Copia delle deliberazioni suddette corredate dal parere espresso dalla Conferenza dei Capigruppo, vengono trasmesse al Difensore civico.

Art. 15

Organismi di partecipazione

1. Il Comune può adottare ogni iniziativa tendente a promuovere la partecipazione popolare.

2. Ciò può avvenire, in particolare, convocando assemblee popolari, generali o limitate a specifiche categorie di cittadini, tra le quali quelle di cui alla lettera e), comma  2, del precedente art. 11,   per discutere temi di particolare importanza o istituendo organismi permanenti.

3. Detti organismi permanenti possono essere costituiti per materie ed attività specifiche;

4. Gli organismi di partecipazione per materie ed attività specifiche possono essere istituiti mediante adozione da parte del Consiglio comunale di apposite deliberazioni che ne stabiliscano composizione, compiti e durata.

Art. 16

Iniziativa popolare

  1. Tutti i cittadini aventi diritto al voto e che siano residenti nel Comune, hanno facoltà, in relazione alle materie di competenza del Comune, di presentare istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi.
  2. Delle istanze, petizioni, proposte e delle relative risposte è inviata copia, a cura del Segretario Comunale, al difensore civico.

Art. 17

Istanze

  1. I cittadini, le associazioni, i comitati ed i soggetti collettivi in genere possono rivolgere al Sindaco interrogazioni con le quali si chiedono ragioni su specifici aspetti dell’attività dell’amministrazione.
  2. La risposta all’interrogazione viene fornita entro il termine massimo di 20 giorni dal Sindaco, o dal Segretario, o dal dipendente responsabile a seconda della natura politica o gestionale dell’aspetto sollevato.
  3. Le modalità dell’interrogazione sono indicate dal Regolamento sulla partecipazione il quale deve prevedere i tempi, la forma scritta o altra idonea forma di comunicazione della risposta.

Art. 18

Petizioni

  1. I cittadini possono rivolgersi, in forma collettiva, agli organi dell’Amministrazione per sollecitarne l’intervento su questioni di interesse generale o per esporre comuni necessità.
  2. Il regolamento determina i tempi e la procedura delle petizioni.

Art. 19

Proposte

  1. Il 4% (quattro per cento) dei cittadini – aventi diritto al voto nel Comune – può avanzare proposte per l’adozione di atti amministrativi che il Sindaco trasmette entro 30 giorni successivi all’organo competente, corredate dal parere dei responsabili dei servizi interessati e dal Segretario, nonché dell’attestazione relativa alla copertura finanziaria.
  2. L’organo competente deve sentire i proponenti dell’iniziativa entro 20 giorni dalla presentazione della proposta.
  3. Tra l’Amministrazione comunale ed i proponenti si può giungere alla stipulazione di accordi nel perseguimento del pubblico interesse al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale per cui è stata promossa l’iniziativa popolare.

Art.20

Comitati di Frazione

  1. I Comitati di frazione possono essere costituiti solo nei centri abitati separati dal capoluogo, con popolazione superiore a cento abitanti.
  2. Il riconoscimento di comitati di frazione spetta al Consiglio comunale.
  3. Ad essi, ove istituiti, sono assegnati i seguenti compiti:
    • espressione di pareri, da richiedersi obbligatoriamente prima dell’adozione dei relativi atti amministrativi, sul bilancio di previsione e la realizzazione di opere pubbliche o servizi interessanti la frazione;
    • formulazione di proposte e richieste riguardanti tutti i problemi della frazione.
  4. Il regolamento dei comitati di frazione ne stabilisce:
    • i confini territoriali;
    • il numero di componenti, compreso tra un minimo di tre e un massimo di sette e le modalità per la loro elezione o nomina;
    • le modalità per l’elezione del presidente;
    • le procedure per lo svolgimento dei compiti assegnati;
    • la durata.
  5. La funzione di Presidente o componente del Comitato di frazione è gratuita.

Art. 21

Referendum consultivi.

  1. Al fine di conoscere l’opinione della cittadinanza su argomenti che ricadono sotto la potestà decisionale del Comune e che siano di particolare rilevanza, è consentito indire referendum consultivi.
  2. Il referendum è indetto dal Sindaco su richiesta:
    • del Consiglio Comunale, a condizione che la stessa venga approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati;
    • dal 20% (venti per cento) dei cittadini residenti nel Comune ed aventi diritto di voto;
  3. La richiesta di referendum da parte del Consiglio Comunale deve essere promossa da almeno un quinto dei Consiglieri assegnati, mediante specifica mozione contenente l’indicazione letterale del quesito.
  4. Il Sindaco provvede a trasmettere detta mozione ad una Commissione di tre esperti in materie giuridiche affinché essa esprima parere circa l’ammissibilità del referendum stesso;
  5. La mozione, corredata dal parere suddetto, viene iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale entro 30 giorni dal ricevimento in Comune.
  6. La richiesta di referendum ad iniziativa popolare deve essere inoltrata al Sindaco e deve essere corredata da:
    • i dati anagrafici e le firme debitamente autenticate dei Componenti il Comitato promotore;
    • l’indicazione letterale del quesito da sottoporre a referendum;
    • le firme di sottoscrizione, debitamente autenticate nelle forme di legge.
  7. Il Segretario Comunale, esaminata la richiesta di referendum ad iniziativa popolare, attesta per iscritto il numero delle firme valide.
  8. Entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta di referendum ad iniziativa popolare, il Sindaco la trasmette alla commissione di 3 esperti di cui al precedente comma 4, affinché esprima parere circa l’ammissibilità del referendum stesso.
  9. L’ammissibilità o meno del referendum ad iniziativa popolare viene pronunciata dalla Giunta Comunale  mediante adozione di specifica deliberazione, sulla base dell’attestazione del Segretario e del parere espresso dalla suddetta Commissione, entro trenta giorni dalla data di ricevimento in Comune della richiesta.
  10. La richiesta di referendum ad iniziativa popolare può essere respinta esclusivamente per uno dei seguenti motivi:
    • insufficienza del numero di firme valide;
    • incompetenza comunale in materia;
    • incomprensibilità o indeterminatezza del quesito.
  11. Qualora il referendum sia deciso dal Consiglio Comunale o – se di iniziativa popolare – sia dichiarato ammissibile dalla Giunta Comunale, la data di effettuazione viene stabilita dalla Giunta Comunale in una domenica compresa tra il trentesimo ed il novantesimo giorno dalla data di esecutività della deliberazione e comunque non coincidente con altre operazioni di voto.
  12. Le modalità di svolgimento del referendum sono stabilite da apposito Regolamento.
  13. Per la disciplina della campagna elettorale si applicano, per quanto compatibili, le norme dei referendum nazionali.
  14. All’onere finanziario per le spese comportate dal referendum l’Amministrazione Comunale farà fronte con mezzi ordinari di bilancio.
  15. Il referendum è valido se vi ha preso parte il 50% (cinquanta per cento) più uno dei residenti nel Comune aventi diritto di voto.
  16. Il quesito sottoposto a referendum è dichiarato accolto quando i “Sì” raggiungono la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi.
 
CAPO IV - LE ATTRIBUZIONI DEGLI ORGANI

Art. 22

Organi  del  Comune

  1. Sono organi di governo del Comune, in conformità al D.Lgs. n. 267/2000 - Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali   :
    • il Consiglio comunale;
    • la Giunta comunale;
    • il Sindaco.
  2. Il Consiglio comunale è organo d'indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
  3. La Giunta comunale collabora con il Sindaco nel governo del Comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali.
  4. Il Sindaco è l'organo responsabile dell'Amministrazione del Comune. E' il legale rappresentante dell'Ente. E' capo dell'Amministrazione e Ufficiale di governo per i servizi di competenza statale.
  5. La durata in carica del Sindaco e del Consiglio comunale, il numero dei Consiglieri assegnati al Comune, le modalità della elezione, nonché la loro posizione giuridica sono regolati dalla legge.
  6. Al Sindaco, agli Assessori ed ai Consiglieri comunali è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo e alla vigilanza del Comune.

Art.  23

Il Consiglio comunale: poteri

  1. Il Consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale, rappresenta la collettività comunale e determina, sulla base della proposta del Sindaco, gli indirizzi generali di governo del Comune e ne controlla l' attuazione.
  2. Adempie alle funzioni specificatamente demandategli dalle leggi statali e regionali e dal presente Statuto e dai Regolamenti.
  3. L' esercizio delle potestà e delle funzioni consiliari non può essere delegato.
  4. La Presidenza del Consiglio comunale spetta al Sindaco. In caso di assenza o impedimento il Sindaco è sostituito dal Vicesindaco ovvero, nel caso questi non fosse Consigliere comunale, dal Consigliere che ha avuto il maggior numero di voti presente in Consiglio.
  5. Al Presidente del Consiglio sono attribuiti i poteri di convocazione e conduzione dei lavori del Consiglio comunale secondo le modalità specificate dal Regolamento degli Organi collegiali.

Art. 24

Le competenze del Consiglio comunale

Il Consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali, nonchè a quelli espressamente attribuitigli da leggi statali e regionali:

  1. Organizzazione istituzionale dell'Ente:
    • Statuto
    • istituzione degli organismi di partecipazione, loro compiti e norme di funzionamento
    • convalida dei Consiglieri eletti
    • costituzione delle Commissioni di indagine sull’attività dell’Amministrazione
    • costituzione delle Commissioni consiliari
  2. Esplicazione dell'autonomia giuridica:
    • Regolamenti comunali, con esclusione di quelli la cui adozione la legge riserva  ad altro organo
    • disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi
    • istituzione e ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle  relative aliquote
    • elezione del Difensore civico
  3. Indirizzo dell' attività:
    • indirizzi generali di governo
    • relazioni previsionali e programmatiche
    • programmi triennali ed elenco annuale dei lavori pubblici
    • bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni
    • piani territoriali ed urbanistici, i piani particolareggiati e piani di recupero, programmi annuali e pluriennali per l’attuazione dei predetti piani urbanistici e deroghe ai piani ed ai programmi
    • pareri sulle dette materie
    • gli indirizzi da osservare dalle Aziende pubbliche e dagli Enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza
  4. Organizzazione interna dell' Ente :
    1. criteri generali sull' ordinamento degli uffici e dei servizi
    2. assunzione diretta dei pubblici servizi
    3. concessione dei pubblici servizi
    4. costituzione di Istituzioni
    5. costituzione di Aziende speciali e loro statuti
    6. indirizzi operativi per le Aziende e Istituzioni
    7. costituzione di società per azioni o a responsabilità limitata
    8. regolamenti di organizzazione
    9. affidamento a terzi di attività o servizi mediante convenzione
  5. Organizzazione esterna dell' Ente :
    1. le convenzioni tra Comuni, con la Provincia ed altri Enti pubblici
    2. costituzione e modificazioni di consorzi ed altre forme associative e di cooperazione, Unioni di Comuni ed accordi di programma
    3. definizione degli indirizzi per le nomine e le designazioni dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni, nonchè la nomina dei rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed Istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge
  6. Gestione ordinaria e straordinaria :
    1. gli acquisti e le alienazioni immobiliari, le relative permute, gli appalti e le concessioni non previste espressamente in atti fondamentali del Consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che comunque non rientrino nell'ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta, del Segretario o di altri funzionari
    2. la partecipazione a società di capitali
    3. la contrazione di mutui non previsti in atti fondamentali del Consiglio
    4. l'emissione dei prestiti obbligazionari
    5. le spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed  alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a  carattere continuativo
  7. Controllo dei risultati di gestione :
    1. nei termini e con le modalità previste dal Regolamento di contabilità partecipa alla definizione, all’adeguamento ed esercita il controllo periodico dello stato di attuazione dei programmi, della capacità di spesa, dei rendiconti di   gestione e dei conti consuntivi riguardanti i programmi stessi
    2. elezione del Revisore del Conto.

Art. 25

Gruppi consiliari

Il Regolamento disciplina la costituzione dei gruppi consiliari, la modalità di convocazione dei Capigruppo, nonchè la istituzione della Conferenza dei Capigruppo e le relative attribuzioni.

Art. 26

Commissioni consiliari

  1. In seno al Consiglio comunale possono essere istituite commissioni di indagine sull' attività dell' amministrazione nonchè commissioni permanenti con funzioni referenti e consultive, secondo le previsioni del Regolamento.
  2. Il Regolamento ne disciplina il numero, la composizione, nel rispetto del criterio proporzionale, il funzionamento e le attribuzioni.
  3. I componenti le commissioni sono designati dai gruppi in modo da assicurare comunque la rappresentanza di ciascun gruppo.
  4. Il Regolamento può prevedere altresì l' istituzione di commissioni temporanee o speciali.
  5. E' attribuita alle opposizioni la presidenza della commissione consigliare di indagine e di quelle altre che il Consiglio comunale ritenga di istituire con funzione di controllo e di garanzia. Il Regolamento determina la procedura di nomina del presidente.

Art.  27

Diritti, poteri e obblighi dei Consiglieri comunali

  1. I Consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune, nonchè dalle sue Aziende, Istituzioni o Enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, nonchè tutti gli atti pubblici utili all' espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
  2. I Consiglieri comunali hanno diritto di notizia su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio. Hanno, inoltre, diritto di presentare interpellanze, interrogazioni, mozioni e ogni altra istanza di sindacato ispettivo. Il Sindaco o gli Assessori da esso delegati debbono rispondere entro 30 giorni. Le modalità della presentazione di tali atti e delle relative risposte, nonchè della eventuale votazione delle mozioni, sono definite dal Regolamento per il funzionamento degli organi collegiali.
  3. Un quinto dei Consiglieri assegnati al Comune può richiedere al Sindaco la convocazione del Consiglio comunale indicando i motivi e le questioni alla base della richiesta. In tal caso il Sindaco è tenuto a riunire il Consiglio in un termine non superiore a 20 giorni inserendo all' ordine del giorno le questioni richieste.
  4. I Consiglieri comunali possono proporre emendamenti da apportare allo schema di bilancio annuale, dando nel contempo indicazione dei necessari mezzi di copertura finanziaria, in conformità al vigente Regolamento di contabilità. Nelle Commissioni comunali, qualora previsto dallo Statuto, dal Regolamento dell’Ente, azienda od Istituzione, devono essere tutelati i diritti delle minoranze.

Art. 28

Dimissioni, surrogazione e supplenza dei Consiglieri comunali

  1. Nel Consiglio comunale il seggio che durante il mandato rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente l'ultimo eletto e sino all'esaurimento della lista stessa.
  2. Le dimissioni dalla carica di Consigliere nel rispetto, altresì, delle disposizioni di cui al Regolamento, sono indirizzate dal Consigliere medesimo al Consiglio e devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'Ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non oltre 10 giorni, deve procedere alla surroga dei Consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo  l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del Consiglio a norma dell’ art. 141 comma 1 lettera b) n. 3 del D.Lgs. n. 267/2000.
  3. Nel caso di sospensione di un Consigliere adottata ai sensi dell'art.59 del D.Lgs. n. 267/2000, il Consiglio, nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior numero di voti. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione a norma del comma 1 del presente articolo.

Art. 29

Decadenza

  1. Il Consigliere comunale decade dalla carica quando si accerti l'esistenza nei suoi confronti di una delle cause di ineleggibilità o di incompatibilità previste dalla legge.
  2. Le modalità per la contestazione delle relative condizioni e la procedura da seguire per dichiarare la decadenza per i motivi di cui al comma precedente sono disciplinate dalla legge.
  3. I Consiglieri comunali che non intervengono alle sedute per n.3 volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio comunale. A tale riguardo il Sindaco, a seguito dell'avvenuto accertamento dell'assenza maturata da parte del Consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell'art. 7 della Legge n. 241/90, a informarlo dell'avvio del procedimento amministrativo. Il Consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonchè a fornire al Sindaco eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore  a giorni 20 decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest'ultimo termine, il Consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate dal Consigliere interessato.

Art. 30

Regolamento interno

  1. Le norme relative all'organizzazione ed al funzionamento del Consiglio comunale sono contenute in un Regolamento approvato a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune.
  2. La stessa maggioranza è richiesta per le modificazioni del Regolamento.

Art. 31

Composizione della Giunta

  1. La Giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da 4 Assessori.
  2. Possono essere eletti alla carica di Assessore, oltre ai Consiglieri comunali, anche cittadini di chiara esperienza tecnica e professionale, in possesso dei requisiti di candidabilità, di eleggibilità e di compatibilità alla carica di Consigliere, secondo le leggi vigenti.
  3. Non possono altresì far parte della Giunta, il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al terzo grado del Sindaco. Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del Comune.
  4. I componenti la Giunta comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici  devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.

Art. 32

Elezione del Sindaco e nomina della Giunta

  1. Il Sindaco è eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto, secondo le disposizioni di legge, e diviene membro del Consiglio  comunale con diritto di voto.
  2. Il Sindaco, nei limiti di cui al comma 1 del precedente art. 31, nomina i componenti della Giunta, tra cui il Vicesindaco e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla elezione.
  3. Il Sindaco può revocare uno o più Assessori dandone motivata comunicazione al Consiglio.
  4. Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata, per appello nominale, dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio comunale.
  5. Il Sindaco, entro ___ giorni dalla proclamazione, sentita la Giunta, presenta al Consiglio comunale le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
  6. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa in discussione non prima di 10  giorni e non oltre 30 giorni dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi del art. n. 141 del D.Lgs. n. 267/2000.
  7. La prima convocazione del Consiglio comunale è disposta  dal Sindaco neo eletto entro 10 giorni dalla sua proclamazione e deve tenersi entro il termine di 10 giorni, essa è presieduta dal Sindaco.
  8. Le dimissioni dei singoli Assessori sono comunicate dal Sindaco al Consiglio nella prima seduta utile unitamente alla nomina del nuovo Assessore in sostituzione del dimissionario.
  9. Il Sindaco nella seduta di insediamento presta davanti al Consiglio il giuramento di osservare lealmente la Costituzione italiana secondo la seguente formula: "Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana, le leggi dello Stato, lo Statuto del Comune e di adempiere ai doveri del mio ufficio nell'interesse dell'Amministrazione per il pubblico bene".
  10. Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune da portarsi a tracolla.

Art. 33

Discussione del programma di governo

Il Sindaco, entro 90 giorni dalla prima seduta del Consiglio, sentita la Giunta, consegna ai Capi gruppo consiliari il testo contenente le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato.

Art. 34

Partecipazione del Consiglio alla definizione, all'adeguamento

ed alla verifica periodica dell'attuazione del programma di governo.

  1. Il Consiglio definisce annualmente l'attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e dei singoli Assessori con l'approvazione della relazione previsionale e programmatica, del bilancio preventivo e del bilancio pluriennale che nell'atto deliberativo sono espressamente dichiarati coerenti con le predette linee.
  2. La verifica da parte del Consiglio dell'attuazione del programma avviene   contestualmente all'accertamento del permanere degli equilibri generali di bilancio previsto dall'art.193, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000.

Art.  35

Le competenze della Giunta

  1. La Giunta comunale collabora con il Sindaco nel governo del Comune e opera attraverso deliberazioni collegiali. Svolge attività propositiva e di impulso nei confronti del Consiglio.
  2. La Giunta compie tutti gli atti  rientranti, ai sensi dell’art.107, commi 1 e 2,D.Lgs. n. 267/2000, nelle funzioni degli organi di governo, che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo Statuto, del Sindaco o degli organi di decentramento, collabora con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del Consiglio.
  3. La Giunta riferisce  almeno una volta all'anno al Consiglio sulla propria attività.
  4. Compete alla Giunta l'adozione del regolamento sull'Ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio.
  5. La Giunta delibera lo schema di bilancio annuale di previsione, la relazione previsionale e programmatica e lo schema di bilancio pluriennale.
  6. La Giunta assegna ai Responsabili dei servizi le dotazioni finanziarie, tecnologiche ed umane necessarie per il raggiungimento degli obbiettivi fissati con i programmi del bilancio di previsione annuale.
  7. La Giunta, inoltre, ha compiti di controllo sullo stato di attuazione dei progetti e sulle capacità di spesa dei vari capitoli.
  8. La Giunta determina le aliquote dei tributi comunali e le tariffe dei pubblici servizi. La Giunta adotta, in caso di urgenza, le deliberazioni riguardanti le variazioni al Bilancio che, a pena di decadenza, vanno sottoposte alla ratifica del Consiglio nei 60 giorni successivi all' adozione ai sensi dell' art.  42, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000.
  9. La Giunta può sottoporre a controllo preventivo di legittimità dell’Organo Regionale di controllo deliberazioni proprie o del Consiglio comunale ai sensi dell’art. 127, comma 3, del D.Lgs n. 267/2000.

Art.36

Il Sindaco: funzioni e poteri

  1. Il Sindaco è l'organo responsabile dell'Amministrazione del Comune.
  2. In caso di assenza o impedimento è sostituito dal Vicesindaco, designato dal Sindaco tra gli Assessori.
  3. Il Sindaco o chi ne fa legalmente le veci esercita le funzioni di Ufficiale di Governo, nei casi previsti dalla legge.
  4. Salvo quanto previsto dall’art. 107 del D.Lgs. n. 267/2000, esercita le funzioni attribuitegli direttamente dalle leggi, dallo Statuto e dai Regolamenti e sovraintende all’espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al Comune.
  5. Per l'esercizio delle funzioni di cui ai precedenti commi 3 e 4 il Sindaco si avvale degli Uffici comunali.
  6. Il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio entro i termini di legge, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, Aziende ed istituzioni. Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro 45 giorni dall'insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico. In mancanza vengono adottati i provvedimenti sostitutivi ai sensi e con le modalità di cui all'art. 136 del D.Lgs. n. 267/2000.
  7. Il Sindaco nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna secondo le modalità e i criteri stabiliti dagli artt. 109 e 110 del D.Lgs n. 267/2000, nonchè dallo Statuto e dal Regolamento comunale sulla Organizzazione degli uffici e dei servizi.
  8. Il Sindaco nomina e revoca, in conformità alla legge, allo Statuto e al Regolamento di Organizzazione degli uffici e dei servizi il Segretario comunale dell'Ente, il Direttore generale o ne conferisce le relative funzioni al Segretario comunale.
  9. Il Sindaco coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, e d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti.

Art. 37

Il Sindaco: competenze

  1. Il Sindaco, in qualità di organo responsabile dell'Amministrazione del Comune:
    • convoca e presiede la Giunta comunale; convoca e presiede  il Consiglio  comunale fissando per i due organi l'ordine del giorno e determinando il giorno e l'ora dell'adunanza;
    • controlla il funzionamento collegiale della Giunta e la collaborazione della stessa nell' attuazione degli indirizzi generali di governo proposti dal Sindaco e approvati dal Consiglio comunale promuovendo e coordinando l'attività degli Assessori;
    • nomina il Vice Sindaco, che sostituirà il Sindaco in caso di impedimento temporaneo o di assenza  nonchè nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione adottata ai sensi di legge;
    • sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici comunali;
    • indice i referendum comunali;
    • sovrintende all'espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al Comune e ne riferisce al Consiglio;
    • esercita la rappresentanza legale dell’Ente, anche in giudizio. Per gli atti di competenza dei Responsabili dei Servizi l’esercizio della rappresentanza legale dell’ente, anche in giudizio, spetta a questi ultimi. In tal caso il Responsabile del servizio adotta allo scopo apposita determinazione con la quale promuove o resiste alla lite assegnando l’incarico al patrocinatore dell’ente.
    • cura l' osservanza dei Regolamenti;
    • rilascia attestati di notorietà pubblica;
    • conclude gli accordi di programma di cui all' art. 34 del D.Lgs. n. 267/2000;
    • adotta quale rappresentante della comunità locale le ordinanze contingibili e urgenti in caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica;
    • adempie alle altre attribuzioni conferitegli dal presente Statuto e dalle disposizioni di legge.
  2. Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo esplica le funzioni di cui all' art.54 del D.Lgs. n. 267/2000, ed in particolare adotta provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minaccino l’incolumità dei cittadini;
  3. Il Sindaco, nell’ambito del proprio Comune, è responsabile della Protezione civile.
  4. Sono trasferite al Sindaco le competenze del Prefetto in materia di informazione della popolazione su situazioni di pericolo per calamità naturali, di cui all' art. 36 del Regolamento di esecuzione della Legge 8 dicembre 1970, n. 996, approvato con DPR 6 febbraio 1981, n. 66.

Art.  38

Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza

o decesso del Sindaco

  1. In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio. Il Consiglio e la Giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco.
  2. Le dimissioni presentate dal Sindaco diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di 20 giorni dalla loro presentazione al Consiglio. Ne consegue lo scioglimento del Consiglio a norma dell' art. 53 del D.Lgs. n. 267/2000.
 


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